martedì 23 agosto 2016

La nostra "gara di urli" nella piana di Castelluccio di Norcia

Un gioco in famiglia divertentissimo, con poche regole: sto parlando della "gara di urli", un gioco didattico molto semplice ma con il quale vi divertirete moltissimo. 

Basterà un luogo poco frequentato, un bosco, un prato, una  spiaggia. Unico accorgimento: non ci dovrà essere nessuno che  potrebbe infastidirsi. Perchè durante la gara di urli la voce  bisogna farla sentire! Siete curiosi? Venite a scoprirne di più.

L'estate appena trascorsa ha regalato a me e alla mia famiglia, una bellissima vacanza in Valnerina. Abbiamo passeggiato e ammirato posti meravigliosi della nostra terra, l'Umbria. In particolare, in occasione della visita alla PIANA DI CASTELLUCCIO, famosissima per il tripudio di colori che la caratterizza in certi momenti dell'anno, con la fioritura, abbiamo passato la giornata stesi su uno di quei prati immensi, proprio come quello scelto a suo tempo per "disegnare" la nostra bella Italia con gli alberi.


Conoscevo già molto bene l'uso terapeutico che viene fatto dell'urlo, non solo in sanità (pensiamo alle camere insonorizzate dove medici e personale sanitario possono sfogarsi gridando il loro stress dovuto alle tante situazioni emotivamente forti, che il loro lavoro comporta) ma anche in importanti aziende, dove magari sono i menager, a dover gridare. 

Così ho pensato che in quei prati, in quei luoghi silenziosi, potevamo provare anche noi, io e i miei due bambini, a urlare al vento, più forte che potevamo. In questo modo abbiamo creato un "passaggio", una "finestra di sfogo", un momento "autorizzato" in cui non solo si poteva gridare, ma lo di "doveva" fare e anche molto forte, perchè solamente così ci sarebbe stato un vincitore!


Ora, vi starete chiedendo chi ha ricoperto quel giorno, il ruolo di giudice. Mio marito ci ha ascoltato e alla fine abbiamo avuto anche noi un vincitore se non altro "morale", non avendo tra le mani nessuno strumento per una misurazione scientifica dei decibel effettivamente prodotti!

Alla fine, il gioco lo abbiamo vinto tutti: i bambini, che hanno trovato un contesto "ben definito ma autorizzato" per alzare la voce, molto diverso da quello domestico e quotidiano. Noi adulti, che abbiamo "tirato fuori" un bel pò di stress legato all'anno appena passato.

Siamo scesi da Castelluccio, insomma, con parecchia voce di meno, ma con il cuore e la mente sicuramente più leggera. E con un ricordo indelebile in più per la nostra famiglia!



Maria Serena Cavalieri

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