Lo scrittore di fiabe Hans Christian Andersen ha segnato in maniera indelebile l'immaginazione di ognuno di noi. La sua vita, con i tanti momenti di tristezza e sconforto, ricorda le sue fiabe dove spesso la malinconia prende il sopravvento.
Nasce il 2 aprile del 1805 a Odense da una famiglia molto povera. Il papà faceva il calzolaio, un mestiere che lo scrittore racconterà molto bene in una delle sue famose storia "Gli elfi e il calzolaio". La sua sensibilità, già da piccolo così spiccata, sarà una delle caratteristiche che lo segnerà per tutta la vita.
1. Fu spesso deriso per il suo aspetto
In pochi sanno che l'aspetto fisico del piccolo Hans gli procurò molti problemi di bullismo e derisioni. Oltre ad essere magro era anche molto alto e questi tratti, per l'epoca, venivano considerati come al di fuori della normalità. L'atteggiamento dei contemporanei, spesso ostile, fece nasce in lui una forte ansia sociale che attribuì a uno dei suoi personaggi più famosi: il Brutto Anatroccolo.
2. Quando scriveva una fiaba non pensava solo ai bambini
Molte storie scritte da Andersen non sono scritte solo per i bambini. I tono malinconici e tristi si rivolgono spesso principalmente agli adulti che vengono invitati, con il pretesto della fiaba, a fare delle importanti riflessioni. Pensiamo, ad esempio, alla Sirenetta o alla Piccola Fiammiferai dove lo scrittore affronta temi filosofici come quello della morte e della capacità di sacrificarsi per un bene più grande.
3. Molte cose lo spaventavano
Oltre all'ansia sociale, con la quale ha convissuto per tutta la vita, Andersen dovette combattere anche con tante paure irrazionali. Per esempio, temeva di venire sepolto vivo e spesso, quando si addormentava, lasciava accanto a se un biglietto con scritto "Non sono morto, sto solo dormendo". Non era raro ai suoi tempi avere questo tipo di timore. Inoltre, aveva paura del fuoco infatti portava sempre con sè una corda per poter fuggire nel caso si trovasse a dover fronteggiare un incendio.
4. Gli sarebbe piaciuto essere ricordato come drammaturgo
Più che come scrittore di fiaba, ad Andersen sarebbe piaciuto essere ricordato in generale come autore di romanzi e in particolare come drammaturgo. Le sue opere, in questo senso, non sono quasi per niente conosciute ma lui cerò sempre di pubblicizzarle, viaggiando in Europa e incontrando ad esempio dei personaggi famosi dell'epoca.
5. Era appassionato di scraft
In pochissimi sanno che Andersen fu anche un grandissimo artista visivo. Oltre alla scrittura, gli piaceva lavorare con la carta e creare forme. La tecnica si chiama Paper Cutting e consente di realizzare vere e proprie opere d'arte complesse a partire da semplici pezzi di carta.


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